A PLAZA OF MY OWN

Writing is making sense of life. You work your whole life and perhaps you've made sense of only one small area.

Nadine Gordimer

mercoledì 12 marzo 2008

Travis - Side

Well I believe theres someone watching over you
Theyre watching every single thing you say
And when you die
They'll set you down and take you through
You'll realise one day
That the grass is always greener on the other side
The neighbours got a new car that you wanna drive
And when time is running out you wanna stay alive
We all live under the same sky
We all will live, we all will die
There is no wrong, there is no right
The circle only has one side
We all try hard to live our lives in harmony

For fear of falling swiftly overboard
But life is both a major and minor key
Just open up the chord
But the grass is always greener on the other side
The neighbours got a new car that you wanna drive
And when time is running out you wanna stay alive
We all live under the same sky
We all will live, we all will die
There is no wrong, there is no right
The circle only has one side

domenica 9 marzo 2008

Hanga-Roa

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Pensate al posto più lontano che vi venga in mente. A me viene da pensare all'Isola di Pasqua e, sinceramente, facendo una breve ricerca per rinfrescare la memoria su Google Earth, mi sono accorto di non aver sbagliato di molto nel ritenerla un luogo fuori dal mondo. Ieri abbiamo calcolato la durata del viaggio e i costi del volo da Venezia ad Hanga-Roa (capitale, nonché unica città dell'isola). Copio-incollo la schermata, perché esprime molto meglio di tante parole il concetto di lontananza.

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Giusto per capire, se l'immagine non è troppo chiara: a parte il costo di sedicimila dollari (e mezzo), il fatto sconvolgente sono le ore di volo, con scalo a Parigi, a Miami e a Santiago: dalle 8.40 p.m. di domenica 10 agosto alle 11.50 a.m. di martedì 12.

Chi ha detto poi che il mondo è piccolo?
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In realtà c'illudiamo e lo consideriamo piccolo solo limitatamente alla nostra capacità di contatto (telefonico, ad esempio). Ma fisicamente, quando chiediamo al nostro corpo di spostarsi, ecco che ogni scorciatoia telematica si svela per l'illusione che è. In fondo, è meglio così, perché è bello pensare all'idea di viaggio, cioè di tempo investito (ma mai sottratto) per raggiungere un meta, che sia sempre un nuovo orizzonte, e non ridurlo a semplici immagini di rimando, sensazioni riportate, impressioni altrui.

Altra domanda: come ci si sente ad essere schivati dalla Storia? Insomma, cosa fanno laggiù dalla mattina alla sera?


Echoes from Caribbean

Un piccolo post con una grande eco. Questa poesia (piovuta dal cielo grazie ad un corriere espresso in una giornata patavina di pioggia) ha acceso una piacevole ma malinconica visione di un mondo distante e (ancora) sconosciuto, che con i soli versi riesce ad essere più vicino, più vero, vivo.

Saint Lucia, che Walcott pronuncia senlùscia, è una delle tante piccole isole dell'arcipelago frammentato del Mar dei Caraibi. Luogo di pescatori, di avide guerre coloniali, di turismo. Ma anche di ritrovati e stravolti eroi omerici (che combattono una guerra privata ed in silenzio, senza le urla dei loro più noti predecessori, ma con lo stesso coraggio, con la stessa dignità, per non soccombere, per non sprofondare nel baratro della Storia dimenticata), di una luna che sembra sempre una cipolla e di alberi che diventano canoe.


SAINT LUCIA

Resisterà a ogni traduzione
la donna con la frutta sulla testa,
la capra tra le pompe di benzina,
il mercato davanti alla stazione.

Resisteranno a ogni traduzione
i preti che in spiaggia giocano a dama,
i venditori di cocco col machete
scolpiti nella ruggine e negli ori

delle sere, quando anche la musica
delle palme nere stinge nel canto
cartavetro di schiavi deportati.
Ma non resisterà alla traduzione

la crudeltà della storia, la lunga
e sicura pazienza del paesaggio
mentre torna nel rito della sera
obliqua nelle raffiche una vela.

[A. MOLESINI, 39 Poesie, 2004]



Non è Walcott a scrivere, è il traduttore, a sua volta poeta. Possibile che una piccola isola riesca ad avere un'eco così ampia? Sembra proprio di sì, ma devo riuscire a capire perché quel mare ispiri versi di miele.
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PS: l'acquerello è di Walcott stesso ;)