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Pensate al posto più lontano che vi venga in mente. A me viene da pensare all'Isola di Pasqua e, sinceramente, facendo una breve ricerca per rinfrescare la memoria su Google Earth, mi sono accorto di non aver sbagliato di molto nel ritenerla un luogo fuori dal mondo. Ieri abbiamo calcolato la durata del viaggio e i costi del volo da Venezia ad Hanga-Roa (capitale, nonché unica città dell'isola). Copio-incollo la schermata, perché esprime molto meglio di tante parole il concetto di lontananza.
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Giusto per capire, se l'immagine non è troppo chiara: a parte il costo di sedicimila dollari (e mezzo), il fatto sconvolgente sono le ore di volo, con scalo a Parigi, a Miami e a Santiago: dalle 8.40 p.m. di domenica 10 agosto alle 11.50 a.m. di martedì 12.
Chi ha detto poi che il mondo è piccolo?
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In realtà c'illudiamo e lo consideriamo piccolo solo limitatamente alla nostra capacità di contatto (telefonico, ad esempio). Ma fisicamente, quando chiediamo al nostro corpo di spostarsi, ecco che ogni scorciatoia telematica si svela per l'illusione che è. In fondo, è meglio così, perché è bello pensare all'idea di viaggio, cioè di tempo investito (ma mai sottratto) per raggiungere un meta, che sia sempre un nuovo orizzonte, e non ridurlo a semplici immagini di rimando, sensazioni riportate, impressioni altrui.
Altra domanda: come ci si sente ad essere schivati dalla Storia? Insomma, cosa fanno laggiù dalla mattina alla sera?
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