A PLAZA OF MY OWN

Writing is making sense of life. You work your whole life and perhaps you've made sense of only one small area.

Nadine Gordimer

venerdì 12 ottobre 2007

Doris Lessing

"Have you heard the news?"
"No"
"You win the Nobel Prize for Literature"
"Oh, Christ!

"Dear Mr. Pinter,
I would be obliged if you would kindly explain to me the meaning of your play, The Birthday Party. These are the points which I do not understand: Who are the two men? Where did Stanley come from? Were they all supposed to be normal? You will appreciate that without the answers to my questions I cannot fully understand your play"
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Harold Pinter replies:
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"Dear Madam,
I would be obliged if you would kindly explain the meaning of your letter. These are the points which I do not understand: (1) Who are you? (2) Where do you come from? (3) Are you supposed to be normal? You will appreciate that without the answers to my questions, I cannot fully understand your letter"
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London Daily Mail, November 28, 1967

Strange World

Riporto una notizia apparsa su Repubblica di lunedì 8 ottobre, giusto per cercare, scrivendola, di capacitarmi di cosa sia veramente successo e se sia necessario ridere (di una risata isterica) o piangere (perché altro non si può fare). Dunque, a Bolzano avrebbe dovuto andare in scena, nel programma del teatro, lo spettacolo di Piergiorgio Odifreddi Matematico Impertinente. Ma, a quanto pare, è stato prima cancellato dalla programmazione ufficiale, poi spostato fuori programma, senza pubblico degli abbonati e senza promozioni. Tuttora non sono informato su cosa si sia scelto di fare. Oltre a ritenere questo fatto una vera e propria censura, ciò che più inquieta sono le giustificazioni (improbabili eppure, per un certo aspetto, incredibilmente divertenti per quanto assurde) del presidente del teatro in questione, Pio Fontana: "Odifreddi è dissacrante (e qui ha anche un po' ragione) -spiega- (ma ora viene il bello) il nostro pubblico è composto da bambini, famiglie e anziani. Dà una lettura troppo particolareggiata del Vecchio Testamento".
Fino a prova contraria, se non sbaglio, ognuno di noi è capace di decidere per sé se andare a teatro o meno, cosa vedere e cosa evitare, se portare figli, nonni o altri parenti più o meno impressionabili a vedere uno spettacolo che non potrà giudicare se non dopo averlo visto. Inoltre, dato che ormai si discute poco e quel poco riguarda per lo più il futile, utilizzare la censura per dirottare il pubblico, anche se per un singolo spettacolo, come criterio di politica sociale, è un'azione che ha un sapore amaro e di triste memoria.

mercoledì 10 ottobre 2007

Miss Gee

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Lasciate che vi racconti una storia
-------Su Miss Edith Gee;
Abitava in Clevedon Terrace,
-------Al numero 83.

Era strabica un poco dall’occhio sinistro,
-------Le sue labbra erano fini e piccole,
Aveva strette spalle ricurve,
-------E non aveva seno per niente.

Aveva un cappello di velluto guarnito,
-------Ed un tailleur grigio scuro di serge;
Abitava in Clevedon Terrace,
-------In un piccola casupola.

Aveva un impermeabile porpora per i giorni di pioggia,
-------Da portare con un ombrello verde,
Aveva un bicicletta con il cesto per la spesa
-------E pedali duri per frenare all’indietro.

La Chiesa di Sant’Aloisio
-------Non era troppo lontanta;
Lei lavorava molto a maglia,
-------Lavorava per la fiera di beneficenza.

Miss Gee alzava gli occhi al cielo stellato,
-------E diceva: «Importa a qualcuno
che io viva in Clevedon Terrace
-------Con cento sterline all’anno?»

[…]

I giorni e le notti le scorrevano oltre
-------Come le onde attorno ad un relitto in Cornovaglia;
Andò in bicicletta dal dottore
-------Con le vesti abbottonate fino al collo.

Andò in bicicletta da dottore
-------E suonò il campanello dell’ambulatorio:
«Dottore, ho un dolore qui dentro,
-------E non mi sento molto bene»

Il Dottor Thomas la visitò
-------E poi la visitò ancora.
Andò verso la bacinella per lavarsi le mani,
-------E disse: «Perché non è venuta prima?»

Il Dottor Thomas si accomodò per cena,
-------Anche se sua moglie non era ancora tornata;
Arrotolando la mollica in palline,
-------Disse: «Il cancro è una cosa buffa,

Nessuno ne conosce la causa,
--------Anche se alcuni credono di saperlo;
È come un assassino nascosto
--------che aspetta di colpire»

[…]

Portarono Miss Gee all’ospedale,
--------Se ne stava lì come un relitto,
Distesa nella corsia delle donne
-------Con le lenzuola fino al collo.

La misero sul tavolo,
-------Gli studenti già ridevano;
E Mr. Rose, il chirurgo,
-------Tagliò Miss Gee a metà.

Mr. Rose si rivolse agli studenti,
-------E disse: «Signori, per favore,
È davvero raro osservare una sarcoma
-------Avanzato come questo»

La tolsero dal tavolo.
-------Portarono via Miss Gee
Giù in un altro reparto
-------Dove studiano Anatomia.

L’appesero al soffitto,
-------Sì, appesero Miss Gee per il collo,
E due del Gruppo di Oxford
-------Con cura sezionarono il suo ginocchio.


W. H. Auden, Three Ballads, from Another Time (1939)

The Beatles - Eleanor Rigby

Ah, look at all the lonely people
Ah, look at all the lonely people

Eleanor Rigby picks up the rice in the church
Where a wedding has been,
Lives in a dream.
Waits at the window, wearing the face
That she keeps in a jar by the door.
Who is it for?

All the lonely people,
Where do they all come from?
All the lonely people,
Where do they all belong?

Father McKenzie writing the words of a sermon
That no one will hear.
No one comes near.
Look at him working: darning his socks in the night
When there's nobody there.
What does he care?

All the lonely people,
Where do they all come from?
All the lonely people,
Where do they all belong?

Eleanor Rigby died in the church and was buried
Along with her name.
Nobody came.
Father McKenzie wiping the dirt from his hands
As he walks from the grave.
No one was saved.

All the lonely people,
Where do they all come from?
All the lonely people,
Where do they all belong?