Baloo dei mari
Baloo è una barca a vela. Sarà un dodici metri, non lo so, però ha due alberi. In realtà, il secondo sembra istallato a mano, con una minuscola randa spiegazzata e avvolta come un fazzoletto sporco attorno ad un boma stuzzicandente. Avrà trent'anni, ma è ancora dignitosa. Forse il legno è un po' retro, così come la linea dello scafo, ma non è importate. E' vecchia, ma è in vendita. Da un oblò sbuca un cartello rosso fragola con la scritta VENDESI ed un numero telefonico ormai sbiadito. Quanto potrà mai costare un cimelio degli anni settanta con un secondo albero pretenzioso innalzato a forza e qualche graffio di ruggine sulla coperta? Rimarrà un mistero, anche perché quel numero, salvato in rubrica perché non si sa mai, non verrà mai composto. Pare sia stata venduta, proprio l'ultimo giorno, come una beffa. Il cartello era sparito. Dispiace, stupidamente. Sapere di non potersi più inventare stupide storie sulla tua barca a vela che potrebbe tornare a solcare i mari, sognandosi di telefonare e comprarla, a qualsiasi prezzo, giusto per poter rimanere ancora con il mare ed il vento e pensando di avere la possibilità, anche solo immaginaria, di poterla avere, è come essere privati di qualcosa, di un piccolo sogno irrealizzabile nel quale era bello credere. Perché chiamare una barca a vela con il nome di un orso? Soprattuto, perché venderla? Chissà chi si è comprato Baloo, questo orso di mare, e chissà se sta spiegando il suo fiocco attorcigliato e la sua randa impolverata. Non lo so, sta di fatto che ormai è andata, ma si meritava questo stupido post, forse incomprensibile ai più (anzi, comprensibile solo ad una persona, penso), solo per aver permesso di sognare un po'.