A PLAZA OF MY OWN

Writing is making sense of life. You work your whole life and perhaps you've made sense of only one small area.

Nadine Gordimer

sabato 19 maggio 2007

Writing words of wisdom

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e noi moriremo pure. spero prima che muoiano tutti i gorilla e i suoi fratelli. così per un qualche tempo, per poco tempo, potranno essere liberi, prima che si spenga il sole. giusto pochi anni. non chiedo tanti. pochi anni di libertà dopo secoli di schiavitù.
estinguiamoci.

Quale amara saggezza!
Altre parole intense, che non possono passare inosservate. Dopo la riflessione sui gorilla della cara autrice che si spazzola per cento volte non avendo di meglio da fare, non potevo tralasciare un'altra degna poesia.
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Abissi celesti.
Sconfinate armonie.
Angoscia della vita:
pensare il limite inesistente.
L’amore è speranza. Prova del mistero.
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Lo confesso, non capisco. Sarò ottuso, ma veramente non comprendo. Capisco bene invece perché le vendite dei libri in Italia siano o tragicamente basse o svettanti e settarie, visti gl'illustri esempi. A qualcuno è mai venuto in mente di pubblicare parole degne di nota? Vero, è sbagliato generalizzare. Vero, le classifiche dei libri più venduti sono popolate dai soliti noti, i quali possono permettersi di scrivere qualsiasi idea balorda gli passi per la testa, sicuri che sarà un bestseller, dato che la proporzionalità indiretta tra banalità e successo governa l'editoria, con discreto aiuto della pubblicità.
Queste mie parole sono il pensiero di un lettore, prima di tutto. Meglio precisare, potrebbero essere travisate.
L'altra anima, quella di scrittore, vorrebbe trovare un sinonimo alla sua natura, perché ora il vecchio illustre appellativo suona ridicolo e, sinceramente, stona sulle corde dell'imbarazzo. Imbarazzo dovuto all'interlocutore, con il quale il più delle volte si effettua un irritante scambio di battute, che vede il picco della depressione nelle domande: "Ah, scrivi? E cosa scrivi?". Solitamente non si scrivono motoseghe, piastrelle o frigoriferi, ma la domanda persiste e sembra davvero che in molti cerchino una risposta, perché forse non lo sanno. Lui vuole sentirsi dire: "Scrivo libri". Ma cos'altro potrei scrivere? Quando ti convinci a dare una risposta più sensata, per sgusciare via dal futile, allora rispondi: "Ho scritto un romanzo". Da qui si aprono due vie, l'una cieca, l'altra tortuosa. La prima si conclude in fretta, dopo un sorriso oppure un velato e semisincero complimento. L'altra proseguirà con scalini scoscesi, che cominceranno con: "E di cosa parla?". Mai domanda fu più odiosa. Se mi avesse chiesto: "Parlami dei rimpianti della tua vita" avrei risposto più serenamente.
Intanto non parla, racconta. Intano, non chiedete di rispolverare la memoria del povero scrittore per farvi raccontare in due righe (perché si sa, l'altro non è mai troppo interessato e in alcuni la bava d'invidia comincia a scivolare sul mento) il romanzo che ha pensato per mesi e che non vuole liquidare con una battuta striminzita. E' facile comprendere che, nel caso ci si dilungasse troppo, l'interlocutore finirebbe per annoiarsi a morte. Nel caso contrario, si ricverà una risposta molto simile a: "Ah, bello".
Ho risolto il problema con un diplomatico ma non troppo cordiale: "E' il libreria, puoi leggerlo".
In quel caso, il vostro interlocutore non vi domanderà più alcunché, risparmiando a se stesso un travaso di saliva mercuriale d'invidia e allo scrittore in borghese un assillante ed angosciante interrogatorio.

venerdì 18 maggio 2007

This be the verse

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Notte. Notte incantata. Notte dolorosa. Notte folle, magica e pazza. E poi ancora notte. Notte che sembra non passare mai. Notte che invece a volte passa troppo in fretta. Queste sono le mie amiche, cavoli... Forti. Sono forti. Forti come Onde. Che non si fermano. Il problema sarà quando una di noi s’innamorerà sul serio di un uomo. «Ehi, aspettate ci sono anch’io!» Niki le guarda, una dopo l’altra. Sono a via dei Giuochi Istmici. Hanno la miniauto Aixam con gli sportelli aperti e, con la musica a palla, improvvisano una sfilata di moda. «E dai, vieni allora!» Olly cammina come una pazza su e giù per la strada. Volume al massimo e occhiali a fascia. Sembra Paris Hilton. Un cane abbaia a distanza.
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Scusate, ma dovevo dedicare un post a questo magnifico incipit. Leggetelo con attenzione, perché è degno di nota. Ogni tanto mi chiedo. Perché non scrivere così? Dopotutto. Non si usa inchiostro. Quindi i punti posso essere usati. Ovunque. Ma andiamo oltre. Ho altro da dire. Sto scrivendo al computer. Batto sui tasti. Sento ticchettare. Ecco.
Dopo un corso dedicato all'incipit, mi stavo chiedendo a cosa servisse, se dopo ci si imbatte in simili magnifici guizzi letterari. Ne scomodo uno su tutti: "Chiamatemi Ismaele". Quale zotico potrebbe iniziare un romanzo di caccia grossa con la Bibbia? Un dilettante. Meglio lasciar fluire le parole, così come turbinano nella mente.
A tal proposito, conservate, vi prego, ancora qualche istante del vostro tempo, perché ne varrà la pena, e leggete:
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A SILVIO
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Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita nova
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Ormai sono davvero in lacrime. Ad un tratto, sùbito dopo la prima lettura, ho dovuto tuffarmi nei versi una seconda volta e non, come credono i maligni, perché sembrava un elenco telefonico, ma per percepire l'intima bellezza che riusciva a sprigionare, rifulgendo saggezza e discreta ma intensa passione. Nemmeno lo immaginate, perché siete degli sciocchi, degli iloti ubriachi, ma quei versi sono metafisica imburrata sul pane della quotidianità. E' un Yeats ritrovato. Senza neppure accorgervene, avete ricevuto in dono una conoscenza profonda che vi ha illuminato, palesandovi l'intimità del poeta. Vedete: la poesia è un rito ed ostenta deliberatamente un linguaggio non comune. Non ne è forse la prova provata?
Non sono degno certo di capire né imitare un tal grande fabbro, ma ci ho provato e ci ho messo tutto l'impegno. Spero non vi dispiaccia se modestamente lascio sfogare la Musa, proprio qui, tra poche righe. Perché sapete com'è, i poeti sono semplici maschere cave di argilla, che filtrano l'eco del canto della Musa, la loro unica voce. E stamattina ha cantato.
Mi leggerete, vero? Ecco, dunque:
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Trenta giorni ha novembre,
con april, giugno e settembre,
di ventotto ce n'è uno,
tutti gli altri ne han trentuno.
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Grazie. Lo so, non fiatate. Hush! direbbero oltre la Manica. Custodite le mie parole sigillate di Verità ed io sarò contento.

giovedì 17 maggio 2007

The Shield Of Achilles

The thin-lipped armorer,
------Hephaestos, hobbled away,
Thetis of the shining breasts
------Cried out in dismay
At what the god had wrought
------To please her son, the strong
Iron-hearted man-slaying Achilles
------Who would not live long.

W. H. Auden
-1953

Achilleide [x]

Stavo lì, davanti a lui e lo osservavo; dietro al mio elmo, guardavo la sua paura, che neppure una corazza splendete può celare. Ettore, principe dei Troiani, avanzava indeciso con passo incerto e quasi potevo sentire il suo cuore palpitare nel petto. Il suo coraggio sarà la sua disfatta, la mia vendetta.
Ad un tratto si mise a correre. Lo inseguii, per tre volte girai attorno alle mura e lui scappò, ancora, inseguito dall'oscuro presagio di morte, come una trepida colomba.
--"Non sfuggirai alla morte infelice! Nemmeno io posso sottrarmi, ma per te le mani che compiranno il funesto destino saranno le mie!"
Quando si fermò, anch'io arrestai la corsa. Stava a qualche passo da me: avrei voluto combattere, sùbito, perchè fremevo, perché mai prima d'ora mi fu tanto vicino.
--"Non fuggirò più, ti affronterò. Ma se Zeus mi concede la vittoria, non offenderò il tuo corpo, ma lo restituirò ai Greci: tu prometti lo stesso"
--"Ettore, non parlarmi di accordi. Non ci sono patti tra uomini e leoni, così tra me e te non ci saranno giuramenti, né amicizia. Pensa piuttosto al tuo valore e a combattere, valoroso guerriero, perché non c'è gloria a sconfiggere un pavido"
Era giunto il tempo di stormire di fronde, del soffio del vento che culla le foglie e le strappa dal ramo se secche e avvizzite. Tutti lo vedranno perire, tutti piangeranno mentre io avrò compiuto la mia vendetta.
Era giunto il tempo.
Gli scagliai addosso la lancia, con tutto il mio furore. Ma lo mancai e sùbito lui rispose all'attacco. Il mio scudo parò il colpo ed Ettore s'infuriò, estraendo la spada acuta. Si avventò, come un'aquila, ed io risposi ai colpi con il pesante scudo. Avevo ancora la lancia, ma era troppo vicino e svelto perché io lo colpissi, sebbene la punta di bronzo risplendesse come Espero, la più bella stella nel cielo. Cercavo il punto in cui l'armatura non protegge il corpo, mentre lui attaccava con foga. Era il coraggio a muoverlo, oppure la paura di un disperato?
Ad un tratto la vidi: dove la clavicola divide il collo dalle spalle scagliai la lancia. Ettore cadde in ginocchio nella polvere, dopo un urlo smorzato dal dolore. La punta passò il collo ed il sangue guizzò imbrattando l'arena ed il bronzo.
Mi guardò con occhi di morte, mentre ancora lottava contro il destino, con tutte le sue forze.
Prima di cadere, mi sussurrò, senza fiato:
--"Ti supplico, Achille valoroso: non lasciare che mi divorino i cani. Concedi al mio corpo l'onore del rogo"
--"No, non avrai onore. Non lo avrai!"
Allora sospirò, per l'ultima volta, e le sue parole uscirono decise.
--"Hai un cuore di pietra nel petto, sapevo che non ti avrei persuaso. Ma attento, Achille, attento, perché un giorno ti avvolgerà il destino di morte, t'uccideranno alle porte Scee Paride e Apollo, per quanto tu sia valoroso"
Mentre parlava, morte lo avvolse ed il suo corpo crollò. Fuggirono la forza e la bellezza dal forte Ettore, principe dei Troiani. Volò la sua anima nell'Ade. Si levò un lamento oltre le mura, come se Ilio bruciasse, ma il mio cuore si placò, libero dal dolore. Il suo corpo stava a terra: muoiono i principi come gli schiavi, non v'è differenza.
--"Muori. La mia morte l'accetterò, quando verrà"

mercoledì 16 maggio 2007

Proprio quando avevo un po' più di tempo, la tecnologia mi ha abbandonato: il computer ha deciso di smettere di funzionare. Sarà il caldo, queste mezze stagioni che non ci sono più, oppure è solo stufo, ma si pianta nel giro di pochi minuti.
Però questa cara Achilleide continuerà, in un modo o nell'altro.