Strange World
Riporto una notizia apparsa su Repubblica di lunedì 8 ottobre, giusto per cercare, scrivendola, di capacitarmi di cosa sia veramente successo e se sia necessario ridere (di una risata isterica) o piangere (perché altro non si può fare). Dunque, a Bolzano avrebbe dovuto andare in scena, nel programma del teatro, lo spettacolo di Piergiorgio Odifreddi Matematico Impertinente. Ma, a quanto pare, è stato prima cancellato dalla programmazione ufficiale, poi spostato fuori programma, senza pubblico degli abbonati e senza promozioni. Tuttora non sono informato su cosa si sia scelto di fare. Oltre a ritenere questo fatto una vera e propria censura, ciò che più inquieta sono le giustificazioni (improbabili eppure, per un certo aspetto, incredibilmente divertenti per quanto assurde) del presidente del teatro in questione, Pio Fontana: "Odifreddi è dissacrante (e qui ha anche un po' ragione) -spiega- (ma ora viene il bello) il nostro pubblico è composto da bambini, famiglie e anziani. Dà una lettura troppo particolareggiata del Vecchio Testamento".
Fino a prova contraria, se non sbaglio, ognuno di noi è capace di decidere per sé se andare a teatro o meno, cosa vedere e cosa evitare, se portare figli, nonni o altri parenti più o meno impressionabili a vedere uno spettacolo che non potrà giudicare se non dopo averlo visto. Inoltre, dato che ormai si discute poco e quel poco riguarda per lo più il futile, utilizzare la censura per dirottare il pubblico, anche se per un singolo spettacolo, come criterio di politica sociale, è un'azione che ha un sapore amaro e di triste memoria.
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