A PLAZA OF MY OWN

Writing is making sense of life. You work your whole life and perhaps you've made sense of only one small area.

Nadine Gordimer

venerdì 12 ottobre 2007

Strange World

Riporto una notizia apparsa su Repubblica di lunedì 8 ottobre, giusto per cercare, scrivendola, di capacitarmi di cosa sia veramente successo e se sia necessario ridere (di una risata isterica) o piangere (perché altro non si può fare). Dunque, a Bolzano avrebbe dovuto andare in scena, nel programma del teatro, lo spettacolo di Piergiorgio Odifreddi Matematico Impertinente. Ma, a quanto pare, è stato prima cancellato dalla programmazione ufficiale, poi spostato fuori programma, senza pubblico degli abbonati e senza promozioni. Tuttora non sono informato su cosa si sia scelto di fare. Oltre a ritenere questo fatto una vera e propria censura, ciò che più inquieta sono le giustificazioni (improbabili eppure, per un certo aspetto, incredibilmente divertenti per quanto assurde) del presidente del teatro in questione, Pio Fontana: "Odifreddi è dissacrante (e qui ha anche un po' ragione) -spiega- (ma ora viene il bello) il nostro pubblico è composto da bambini, famiglie e anziani. Dà una lettura troppo particolareggiata del Vecchio Testamento".
Fino a prova contraria, se non sbaglio, ognuno di noi è capace di decidere per sé se andare a teatro o meno, cosa vedere e cosa evitare, se portare figli, nonni o altri parenti più o meno impressionabili a vedere uno spettacolo che non potrà giudicare se non dopo averlo visto. Inoltre, dato che ormai si discute poco e quel poco riguarda per lo più il futile, utilizzare la censura per dirottare il pubblico, anche se per un singolo spettacolo, come criterio di politica sociale, è un'azione che ha un sapore amaro e di triste memoria.

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