A PLAZA OF MY OWN

Writing is making sense of life. You work your whole life and perhaps you've made sense of only one small area.

Nadine Gordimer

venerdì 18 maggio 2007

This be the verse

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Notte. Notte incantata. Notte dolorosa. Notte folle, magica e pazza. E poi ancora notte. Notte che sembra non passare mai. Notte che invece a volte passa troppo in fretta. Queste sono le mie amiche, cavoli... Forti. Sono forti. Forti come Onde. Che non si fermano. Il problema sarà quando una di noi s’innamorerà sul serio di un uomo. «Ehi, aspettate ci sono anch’io!» Niki le guarda, una dopo l’altra. Sono a via dei Giuochi Istmici. Hanno la miniauto Aixam con gli sportelli aperti e, con la musica a palla, improvvisano una sfilata di moda. «E dai, vieni allora!» Olly cammina come una pazza su e giù per la strada. Volume al massimo e occhiali a fascia. Sembra Paris Hilton. Un cane abbaia a distanza.
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Scusate, ma dovevo dedicare un post a questo magnifico incipit. Leggetelo con attenzione, perché è degno di nota. Ogni tanto mi chiedo. Perché non scrivere così? Dopotutto. Non si usa inchiostro. Quindi i punti posso essere usati. Ovunque. Ma andiamo oltre. Ho altro da dire. Sto scrivendo al computer. Batto sui tasti. Sento ticchettare. Ecco.
Dopo un corso dedicato all'incipit, mi stavo chiedendo a cosa servisse, se dopo ci si imbatte in simili magnifici guizzi letterari. Ne scomodo uno su tutti: "Chiamatemi Ismaele". Quale zotico potrebbe iniziare un romanzo di caccia grossa con la Bibbia? Un dilettante. Meglio lasciar fluire le parole, così come turbinano nella mente.
A tal proposito, conservate, vi prego, ancora qualche istante del vostro tempo, perché ne varrà la pena, e leggete:
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A SILVIO
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Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita nova
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Ormai sono davvero in lacrime. Ad un tratto, sùbito dopo la prima lettura, ho dovuto tuffarmi nei versi una seconda volta e non, come credono i maligni, perché sembrava un elenco telefonico, ma per percepire l'intima bellezza che riusciva a sprigionare, rifulgendo saggezza e discreta ma intensa passione. Nemmeno lo immaginate, perché siete degli sciocchi, degli iloti ubriachi, ma quei versi sono metafisica imburrata sul pane della quotidianità. E' un Yeats ritrovato. Senza neppure accorgervene, avete ricevuto in dono una conoscenza profonda che vi ha illuminato, palesandovi l'intimità del poeta. Vedete: la poesia è un rito ed ostenta deliberatamente un linguaggio non comune. Non ne è forse la prova provata?
Non sono degno certo di capire né imitare un tal grande fabbro, ma ci ho provato e ci ho messo tutto l'impegno. Spero non vi dispiaccia se modestamente lascio sfogare la Musa, proprio qui, tra poche righe. Perché sapete com'è, i poeti sono semplici maschere cave di argilla, che filtrano l'eco del canto della Musa, la loro unica voce. E stamattina ha cantato.
Mi leggerete, vero? Ecco, dunque:
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Trenta giorni ha novembre,
con april, giugno e settembre,
di ventotto ce n'è uno,
tutti gli altri ne han trentuno.
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Grazie. Lo so, non fiatate. Hush! direbbero oltre la Manica. Custodite le mie parole sigillate di Verità ed io sarò contento.

5 commenti:

Giuliano ha detto...

Da ermetico a critico: pensa un po' come prosegue il libro, dopo quell'incipit meraviglioso! Ti trovi a desiderare di non aver mai avuto gli occhi entro pagina 100!

Marco ha detto...

Se sei riuscito ad arrivare a pagina 100, meriti davvero un premio. E se magari lo hai anche letto tutto, si dovrà istituire un premio speciale.
Ad ogni modo, è quasi meglio delle poesie di Bondi. Non c'è altro modo per chiamarle? Poesia mi sembra davvero inopportuno.

Laura ha detto...

Mea culpa!!! Non dovevo mandarti l'inizio di "quel libro"! Ad un certo punto del post ho temuto per la tua sanità mentale, stavo già preparando l'ippogrifo e partire alla volta della Luna per riprenderti il senno!

Giuliano ha detto...

La vera impresa è superare pagina 2 di parlami d'amore, un libro che vanta tra gli autori illustri Muccino...se vuoi te lo presto, ma poi non mi assumo responsabilità in caso di suicidio! Per gli scritti di Bondi il termine spazzatura sarebbe troppo elegante, quello che mi viene in mente non si può scrivere pubblicamente.
(PS: tanto di cappello per la citazione dal "furioso" Laura/Astolfo!)

Mauri ha detto...

Lo so, non posso imitare Sandrone, nessuno è degno di imitarlo, la sua bravura è eccessiva, ma anche a me è venuto in mente qualcosa leggendo la poesia, un desiderio di cantare i miei sentimenti... il titolo è "cancello"

Barriera ferrosa
Barriera marrone
Barriera chiusa
Barriera non barriera
Barriera citofonata

dedicata all'amato cancello di casa mia, mi viene quasi da piangere...